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La nostra tv

Nella nostra TV abbiamo soprattutto il nero torbido della cronaca nera, il nero patinato dell'informazione e dei talk politici e il colorato vuoto di contenuti, di tanti altri programmi di intrattenimento, salvo rare eccezioni. Nessuna profondità in tutti i casi. O no?

Sindacalismo

La questione sindacale dei diversi settori del mondo del lavoro è una questione centrale per la dinamica dei salari, e per la lotta per la redistribuzione del reddito, lungo le filiere produttive. La questione sindacale è centrale nelle dinamiche regolative-legislative dei vari mercati, per la capacità di auto organizzazione e auto sostegno dei lavoratori stessi delle varie categorie. I giusti scioperi, le esplosioni di piazza sono però anche il segno di un fallimento politico dei grandi sindacati, della loro incapacità di fare battaglie politiche, un fallimento che costringe i lavoratori a cercare soluzioni clamorose. È come vedere un drammatico movimento spontaneo dei lavoratori e dei produttori agricoli ancora acerbo e sindacalmente debole, trascurato dalle grandi sigle partitiche e sindacali. Lo sciopero è un sacrosanto diritto ma non è un buon segnale politico. O no?

Scommesse mediatiche

Siamo in un periodo in cui i media e gli affabulatori nazionali risvegliano e soffiano sulle passioni politiche, in assenza di meccanismi politici funzionanti. Quale sarà il risultato complessivo di questa lunga stagione, che dura già da un po', e chi sono gli scommettitori di questa partita? Uno scommettitore sulla partita mediatica è stato sicuramente Berlusconi ma anche Prodi, Napolitano, Mattarella, forse adesso non scommette più nessuno, si va per inerzia fino a esaurimento di quella generazione.

Movimenti di piazza

I movimenti di piazza sono un segnale complesso nelle nostre società e hanno una loro storia dagli anni sessanta a oggi, in termini di impatto politico e sociale, di esiti collettivi e personali. Hanno origine dal dissenso, dall'opposizione, dalla protesta, dalla proposta, dal disagio e dal malessere politico e sociale, possono prevedere adesione organizzata o adesione spontanea. Sono un fenomeno sociale di per sé drammatico, anche se liberatorio dei sentimenti e delle idee politiche di varie categorie e gruppi. La cosa più drammatica mi sembra però l'assoluta indifferenza dei governi verso le manifestazioni di piazza, sempre maggiore negli ultimi decenni, e anche questa indifferenza fa parte di una fase storica post democratica.  La politica successiva ai partiti di massa insegue solo il consenso elettorale, gli interessano i voti per governare e i movimenti di piazza non hanno più rapporti di mediazione reali con la politica come in passato, sono una esplosione sociale pe...

Cosa ti ha formato?

Cosa ti ha formato e cosa continua a formarti attualmente? Questa forse è la chiave per capire noi stessi e il nostro evolvere, al di là delle nostre specifiche unicità. Cosa ti ha formato e continua a formarti (nei pensieri, competenze, sentimenti, atteggiamenti, desideri), è la chiave per capire la nostra libertà, le nostre possibilità e quelle altrui, come singole persone. Ma i processi di formazione permanente disponibili e determinati dal contesto costituiscono anche i nostri vincoli personali e i nostri vincoli come società nel suo insieme. Poter agire sulla nostra formazione, in un dato contesto, segna il limite delle nostre reali libertà e possibilità. Da un certo punto in poi, della nostra vita, tutto ciò che possiamo fare per noi è aumentare il controllo sulla nostra auto formazione e partecipare con essa alla vita sociale. O no? 

La politica attuale

La politica attuale può essere considerata la parte successiva e forse finale al berlusconismo e al prodismo, tutta la seconda repubblica ha queste caratteristiche alternate, più o meno. Oggi li chiamiamo centro destra e centro sinistra ma entrambi hanno storicamente fatto aumentare, per circa tre decenni, l'astensione elettorale e le disuguaglianze nel paese. Ci vorrebbero nuove impostazioni nelle politiche pubbliche, che però probabilmente mancheranno in entrambi gli schieramenti, almeno fino alla prossima generazione di politici. Forse col tempo arriverà a Roma, al parlamento, dalle varie regioni, un nuovo centrismo popolare, come per esempio quello di governo tipico della Campania. Forse arriverà una destra manageriale capace, dal Piemonte, forse arriverà al parlamento una sinistra del lavoro, dalle lotte sindacali di base al sud. È probabile comunque che ci voglia ancora un po' di tempo per una classe politica rinnovata, con le esperienze, la cultura e le competenze giuste...

Il bisogno di comprendere

Il male della guerra e del potere, la povertà, il disagio, l'oppressione del potere economico e politico sui popoli, la censura e la criminalizzazione del dissenso, abbiamo tutti bisogno di comprendere di più, mentre continuiamo a vivere. Non si può spiattellare tutto continuamente con immagini e propaganda nei tg e sul web senza un racconto, una narrazione del male dei nostri tempi, ci vuole una interpretazione che aiuti il nostro cuore e la nostra testa a capire, a cambiare. La vita sociale ha bisogno di passioni, non dei rovesciamenti di veleno meccanici con cui soprattutto la tv ma anche il web ci annichilisce.

Musica pop

La musica pop è un genere tipicamente degli anni 80, c'è musica elettronica, costumi, colori, temi musicali e testi leggeri. In Italia è stato un periodo abbastanza vivace, con tanti protagonisti e belle canzoni. Ma diversi artisti non hanno resistito a lungo, forse per via di una certa finzione costitutiva del genere, per un finto rapporto col pubblico e forse anche per il mondo degli addetti ai lavori, dei produttori, non so, comunque diversi di loro sono passati presto alla musica d'autore, al rock, al cantautorato, al jazz, etc Canzone consigliata: E la musica va - Eduardo De Crescenzo.

Verticismo e democraticità

Verticismo e democraticità sono due modalità alternative di esercizio del potere politico, cosa è più rapido, efficace e duraturo per la creazione di effetti sociali ed economici di benessere e prosperità, in un paese con decine di milioni di abitanti? Il concetto chiave per capire la questione, per avere una risposta solida, credo sia il consenso, la formazione del consenso, la qualità del consenso, la fondatezza del consenso. Tutto ciò che si fa senza consenso è più volubile, transitorio, passeggero, questo è il grande limite del verticismo. O no?

Ricorsi storici?

La scoperta dell'Oriente, la scoperta delle Americhe, la scissione dell'impero romano di Oriente e di Occidente, le crociate e la guerra santa, la guerra mondiale e i suoi protagonisti del novecento... il mondo dell'informazione e della politica da noi sembra ricalcare ciclicamente, da anni, degli schemi di comprensione molto semplici e storici di varie epoche passate, quando racconta il nostro mondo, forse per suscitare emozioni semplicisticamente schierate, pro o contro, di amore o odio. O forse lo fanno perché il mondo funziona, da sempre, veramente così, e non lo abbiamo ancora superato.