Mass media

Chi si occupa di mass media, mezzi di comunicazione di "massa" sa che una volta esistevano degli opinion leader... Lo ha detto la radio, il telegiornale, lo ha detto il Professore X, etc. Oppure... lo ha detto il segretario di partito Y, il giornale di partito Z, lo ha detto il sindacato, il sindaco, il vescovo. Questo meccanismo di leadership culturale, incarnato da singole persone, è stato via via smontato, di fatto, cosí come non esistono più le masse e le classi culturali come in passato potevano essere individuate, più facilmente, nella popolazione complessiva (i contadini, gli operai, i colletti bianchi, la borghesia, etc). In negativo, significa dover fare personalmente lo sforzo di ricostruire, come cittadino, un quadro complessivo della situazione e di interpretazione dei problemi collettivi, per votare, per esempio, ed essere quindi molto manipolabile da chi ha posizioni di potere dominante, soprattutto se molto insoddisfatti e frustrati, e quindi emotivamente sensibili. Ma in positivo significa non avere più la pappa per tutti pronta da pochi leader di opinione nazionali e procedere lentamente verso l'indipendenza di giudizio. Diciamo che i leader di opinione giornalistici e politici mi pare che diminuiscano verso gli anni 80-90, via via con la scomparsa dei grandi giornalisti italiani della stampa del dopoguerra e la comparsa di quelli televisivi. In politica, dopo Berlusconi e Bossi, c'è solo Grillo che ha avuto questo ruolo interpretativo della realtà per tante persone contemporaneamente. Infine, c'è papa Francesco ma qui siamo in un altro campo, molto più generale di leaderismo di opinione. (Riflessione democratica sintetica e approssimativa).

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