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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Sistema globale

La guerra è un sistema globale di multinazionali, con un sistema multinazionale di poteri, l'obiettivo del sistema nel suo complesso e delle sue singole parti è l'accumulo di denaro, senza sosta ad ogni costo. O no?

Viva la resistenza

Se si facesse uno studio storico-statistico sulle guerre, di aggressione, di difesa e di resistenza (che sono due cose diverse, secondo me, la difesa e la resistenza), chissà cosa verrebbe fuori, in termini di numero di vittime, feriti, sfollati, di arricchimenti, carriere, bilanci pubblici, comparando per esempio le guerre dell'800 e le guerre del 900. La domanda è perché l'Italia ripudia la guerra etc. dopo la fine della seconda guerra mondiale? È cambiato qualcosa che rende migliore l'opzione del ripudio? Secondo me le guerre di difesa nazionali e internazionali sono comunque una maggiore perdita per i soggetti deboli e la popolazione ma non so se sia vera questa mia teoria e soprattutto se sia dimostrabile empiricamente nella storia mondiale del 900. Viva la resistenza!

Stati e eserciti

Che cosa di una guerra tra stati e i suoi eserciti sia concordato o previsto in anticipo, non lo sappiamo noi comuni cittadini. Ci sono delle gerarchie decisionali in ogni stato e cosa concordano, più o meno tacitamente durante una partita di guerra, morte e distruzione, non si sa. In tutti i casi, la guerra genera una montagna di soldi per tanti. E ogni ministero della difesa forse è solo un terrificante ministero della guerra e niente più.

Ascolto

A volte cerco di valutarmi come ascoltatore di musica, cerco di capire insomma come è fatta la mia propensione all'ascolto di musica. A parte la evidente differenza di esperienza tra adesso e quando avevo venti anni, cerco anche di capire da cosa sia affascinata la mia curiosità, una certa apertura, un avvicinamento e che cosa generi invece in me lo scetticismo, se non la chiusura verso qualcosa. Per esempio, l'ascolto di musica per pianoforte jazz mi porta verso certe cose e non altre, qualche elemento del gusto l'ho lasciato alle spalle nel tempo ma per altri elementi mi piacciono le cose di sempre. Però c'è sempre un movimento dinamico nell'ascolto di qualcosa, tra curiosità e scetticismo, che è abbastanza misterioso. Buongiorno a tutti! :) 

Essere napoletani

Cosa è Napoli e cosa la rappresenta maggiormente, per i napoletani stessi e per chi non lo è? I suoi artisti, vecchi e nuovi, i suoi luoghi storici, le sue periferie, le sue bellezze, i suoi difetti, i suoi abitanti e le loro vite? Vedere una città è una cosa difficile, anche per chi la vive. Una cosa è sicura, Napoli è capace di riempirci, è capace di riempire le nostre identità, a volte facilitandoci la vita, a volte facendo scomparire la nostra particolarissima specificità di individui e il nostro pensiero libero. Per molti anni forse era forte la sensazione di doverla "difendere" idealmente dalle offese cieche di tanti pregiudizi negativi mentre da pochi anni sta ritornando ad essere un brand positivo, a prescindere da quanto sia effettivamente migliorata, e sicuramente lo è per diverse cose. Questa è una cosa positiva, perché chi la ama, per la sua bellezza e unicità, potrà concedersi maggiore tranquillità, sentendola meno attaccata, sentendosi meno attaccato. A me piace...

Casalingo

La profonda sensazione di essere a casa, non riguarda solo la casa, la città ma anche quella di essere centrati, più o meno, nella vita che si sta conducendo, di non avere bisogno di nulla o quasi. Io sono proprio un casalingo, in tutti i sensi. :) (Satira domestica) Canzone consigliata: Puorteme a casa mia - Pino Daniele.

La rivoluzione del web, per me

Da quando mi sono laureato, nel 1997 ho cominciato a scrivere email per presentare e inviare la mia tesi, di laurea in pdf. Poi dal 2000 in poi, ho spedito in giro diversi miei vecchi e nuovi disegni, alcuni furono pubblicati su un piccolo ma molto innovativo sito d'arte. E poi ho scritto per email, e consegnato cd in alcuni casi, per farmi conoscere come autore di canzoni e testi, e come disegnatore naive. Ho scritto a Pino Daniele quando scoprì il suo primo sito e la sua email, nei primi anni 2000, a Keith Jarrett quando scoprii l'indirizzo del suo manager. A Enrico Rava consegnai un cd con delle registrazioni di piano, poi a Mina via posta ma anche a tanti grandi artisti napoletani prima e dopo, alcuni li incontravo agli eventi Fnac o Feltrinelli e ho scritto a tantissimi artisti noti e meno noti via Facebook, negli anni successivi. Il web in questo senso è veramente una rivoluzione, non sempre nei risultati ma almeno per la possibilità di contatto. Adesso ho una novantina d...

Fatti di cronaca

Il web e i social ci richiedono, più dell'epoca di sola tv e giornali, di misurarci con la cronaca, ad un ritmo continuo, collegati come siamo a cellulari e computer. È una corsa continua a teorizzare, criticare, discutere, reagire, scegliendo, quasi obbligati dai nostri sentimenti, qualcosa del menù dei fatti di cronaca proposti, spesso dai grandi media industriali, e soprattutto dai grandi e piccoli eventi tragici della nostra contemporaneità. Siamo più sensibili di prima? Siamo più predisposti a una vita sociale, pubblica e comune, migliore per tutti? Siamo più svegli e meno manipolabili in tutti i campi? Siamo più definiti culturalmente e sicuri? Speriamo sia così, intanto il flusso di cronaca, di dettagli, di fatti ripetuti a ritmo continuo, prosegue. Il mio pensiero però è che la cronaca non sempre aiuti a capire il quadro sociale e comune in cui viviamo.

Individualista

Saresti contento di essere un influencer culturale, sociale, musicale o addirittura un importante influencer politico? Oggi siamo tutti influencer, prima dovevi comparire in TV o scrivere libri o essere un'artista famoso. Adesso col web tutti ci influenziamo a vicenda, in queste reti di contatti. Eppure parlano spesso ancora di leader ma leader è un concetto molto meno democratico e moderno del concetto di influencer. La TV ha creato gli influencer attuali e adesso il web li ha moltiplicati. Un altro concetto importante è quello di organizzatore, un po' opposto e complementare a quello di influencer. Un organizzatore è più simile a un manager, un imprenditore o se vogliamo un coordinatore, che coordina un certo numero di cooperanti. A me mi piace scrivere sul web ma non sono né un aspirante influencer né un aspirante coordinatore né un cooperante, sono un freelance, un individualista per vocazione. Canzone consigliata: Nun c'è pensá - Teresa De Sio. 

Libertà

Che cosa è la libertà se non la possibilità di essere se stessi. Non è una cosa possibile in ogni istante e in ogni fase della vita essere se stessi ma è una direzione, un orientamento, un lavoro, sia esteriore sia interiore.  Canzoni consigliate: Ca so libero, Artigiano della libertà - Massimo Pizzo.

Viva lo studio!

Ho dedicato diverse fasi di studio alla scienze sociali, la laurea in sociologia con 110 e lode, il corso di formazione professionale regionale, di 6 mesi, per "animatore d'area" (contratti d'area e patti territoriali) e il master in analisi delle politiche pubbliche, di un anno. Formazione classica, in aula, decine di libri, manuali e saggi, scrittura tesine e report, lettura articoli di riviste scientifiche di settore. E poi vedo i ragionamenti televisivi dei professionisti nazionali della politica e dell'informazione e penso: "Che studi avranno mai fatto, oltre a quelli televisivi?" (Satira secchiona)

Vecchie e nuove ispirazioni

La grande musica di Bob Marley oppure il rock degli anni '60 oppure, per me, la musica e gli artisti napoletani e italiani dagli anni '80 in poi, e successivamente i grandi psicanalisti come Eric Fromm e James Hillman, sono tutte fonti di ispirazione e apprendimento. La musica, l'arte, la letteratura in generale, sono ispirazione e apprendimento, di un sentimento della vita, di uno stile di vita, di idee da vivere, di un'idea più precisa di sè stessi. Se la musica non ti ispira, non ti dice niente, forse la tua ispirazione arriverà da qualcos'altro, da un imprenditore, da un politico, da un amico, da un personaggio sul web, da un professore a scuola, da un racconto, da un regista, da un obiettivo. Tra le mie vecchie ispirazioni c'è soprattutto la musica, ancora oggi mi aiuta a riconoscermi e ad essere me stesso, con gioia o comunque con pienezza. Tra le mie nuove ispirazioni c'è il web e i social, dove c'è un po' di tutto, quindi sono ispirato da que...

Non ci pensare

Ci penso oppure non ci penso... ma a cosa pensare e a cosa non pensare?!? Forse bisogna pensare proprio a cosa pensare e pensare pure a cosa non pensare. Solo così si può decidere a cosa non pensare e pensare solo alle cose che si è deciso di pensare. Ma forse è meglio che non ci penso! (Satira pensata) Canzone consigliata: Senza ce pensà - Valentina Stella.

Le corsie della protesta

Volendo fare una breve storia recente dei cicli di proteste, dei movimenti e delle manifestazioni, possiamo dividere gli esiti schematicamente in questo modo. I violenti, vanno in galera o si rovinano, i poveri rimangono col culo per terra, i fichetti fanno carriere varie e i democratici in genere non ottengono niente o in qualche caso solo grazie alla mediazione politica.

Fai il democratico

Fai il democratico non dire le cose brutte al potere. Ma che dibattito demenziale. Canzone consigliata: Je so pazzo - Pino Daniele.

Politically correct

Il disagio o la povertà o la sofferenza va bene purché sia politically correct, ma se stavano bene si stavano a casa. (Satira perbene)

Giochi di parole

Che differenza c'è fra un simbolo e un ideale, tra la pratica e un rituale, tra un principio e una fissazione, tra la parola e il sentimento? Semplici domande filosofiche. Io preferisco un ideale pratico che mi faccia da principio dei sentimenti. (Giochi di parole) Canzone consigliata: Eduardo De Crescenzo - Il gioco del mondo.

Edoardo Bennato

Grande cantautore e rocker, grande artista, Edoardo Bennato, perché Napoli è da diversi decenni una grande città mondiale della nuova musica, ma dopo i vecchi stereotipi, il nuovo marketing mondiale ci presenterà solo come la città del cibo, del sole e della tradizione. Canzone consigliata: Sbandato - Edoardo Bennato. 

Città o metropoli?

Una città non è solo una questione di indicatori statistici, come reddito procapite, popolazione, numerosità delle classi sociali e professionali, qualità dei servizi, livelli di istruzione ma è anche la somiglianza e i punti di contatto, di similitudine tra le sue stesse culture interne, cioè il senso di unità o differenza tra le diverse culture interne. Ci può essere una città che si riconosce quasi tutta in sé stessa oppure un'altra che è molte città tutte insieme, molto diverse e contrapposte al suo interno, che non si riconoscono culturalmente, reciprocamente, nella stessa città. Anche per questo si può parlare di città, di metropoli e di megalopoli. A parità di popolazione, cosa sia meglio come condizione urbana, se essere una grande città o una piccola metropoli, dipende solo dal livello di inclusività e vivibilità diffusa e dalla possibilità di evolvere come persona al suo interno. Canzone consigliata: Le città di mare - Eugenio Bennato e Edoardo Bennato, Living for the cit...

Vertigini

Tutto cambia, tutto ruota, tutto scorre, tutto evolve, tutto oscilla, tutto vibra continuamente e tutto interagisce con tutto continuamente... Mi gira 'a capa. (Satira conservatrice) Canzone consigliata: Teresa De Sio - Tutto cambia.

Il trio jazz

Il trio jazz, di basso, batteria e pianoforte ha una storia molto ricca, a partire dagli anni '40 credo, ma non sono sicuro di quale sia la prima incisione di piano trio della storia del jazz, chiederò all'AI. Comunque ascoltare i piano trio è un bel vettore di conoscenza del jazz, anche se molto settoriale. Io consiglierei i trio di Bud Powell anni '50, i trio di Bill Evans anni '60 e i trio di Paul Bley anni '60 e i trio di Keith Jarrett anni '80 ma sono veramente molti di più e con tanti stili diversi.  

Due campi del sapere

Se escludiamo le competenze tecniche operative di tutti i lavori, i mestieri, le arti, le scienze, le professioni, resta un unico altro campo di sapere o competenza ed è l'arte di vivere. Ci sono le tecniche di meditazione, di benessere, di autoanalisi, di yoga, le saggezze popolari dei proverbi, la cultura del buon vivere, lo sport per tutte le età, la prevenzione medica, le buone routine personali. Se per imparare un mestiere in maniera soddisfacente ci vogliono circa cinque/dieci anni, ce ne vogliono altri cinque/dieci per imparare l'arte di vivere a modo proprio. Poi ognuno decide, quando può, se applicare le proprie competenze, perché la vita è sempre imprevedibile, complessa e misteriosa.