Partiti e congressi

Un partito senza un congresso periodico, ogni due o tre anni, che costruisca una linea politica specifica per tutta la sua classe dirigente, una propria specializzazione, un ruolo culturale e operativo per le amministrazioni di tutti i livelli, è solo chiacchiere, che generano simpatia o antipatia tra gli elettori. Dal parlamentarismo del dopo guerra, in cui c'era il pentapartito e il partito comunista, la famosa "democrazia bloccata", siamo passati alla finta alternanza di centro destra e centro sinistra. Le politiche economiche, del lavoro, dell'ambiente, della salute, della giustizia, della scuola, della politica estera cambiano molto poco, tra centro destra e centro sinistra, nella seconda repubblica. Hai voglia a chiacchierare in televisione che siete diversi. Ci vuole il coraggio di scelte diverse nei singoli partiti e di tornare a governi di coalizione di volta in volta diversi, in cui ogni partito abbia dei punti diversi irrinunciabili ma realizzabili, nel suo ruolo di governo, punti che facciano la differenza con gli altri partiti e per il proprio elettorato. O no?

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