Come ti posizioni?

Negli anni recenti, in politica, c'è chi trova dirimente e di fondamentale importanza la distinzione destra-sinistra, chi invece preferisce la distinzione liberisti/liberali-socialisti/comunisti. Adesso va molto la distinzione conflittuale tra alto e basso, cioè tra le elite, i ricchissimi e i potenti da un lato e il popolo, cioè tutti gli altri, il ceto medio, la classe lavoratrice e i poveri, dall'altro. Altri ancora preferiscono la distinzione progressisti/conservatori. Pur non rifiutando tutte queste distinzioni, preferisco maggiormente il dibattito sulle politiche pubbliche settoriali e cioè il dibattito sull'allocazione selettiva dei soldi pubblici e sulle leggi regolative necessarie sulle varie questioni prioritarie. Parto sempre da posizioni abbastanza precise su questioni fondamentali del diritto di cittadinanza universale: diritto alla casa, diritto al lavoro e/o reddito, diritto all'istruzione, diritto alla salute e ai servizi fondamentali, riduzione orario di lavoro per lavori usuranti, sia per gli italiani sia per gli stranieri. Penso, però, che questi siano tutti temi su cui se non si fanno compromessi un partito in Italia, resterebbe attualmente ancorato al 5-10% dei voti. Ma la politica dovrebbe essere fatta proprio di scelte di posizionamento, sia per gli elettori, sia per i professionisti della politica e dell'amministrazione pubblica. Inoltre, personalmente, ho sempre scelto di non occuparmi direttamente di politica, anche se cerco di essere un elettore consapevole e un cittadino attento a capire le questioni pubbliche. Ma ho anche scelto di non vedere tutto in chiave politica, preferendo la chiave di lettura della realtà prevalentemente sociale ed economica, perché penso che la politica abbia una deriva ottocentesca, in questa fase storica, negli ultimi decenni, a livello mondiale.

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