Il pensiero collettivo sul mondo
Con la stagnazione e inflazione cominciata negli anni settanta è ricominciato il precariato, la fine della crescita per tutti, la crisi del ceto medio e la crisi della politica in generale. Da allora, dalla Thatcher in Inghilterra, e poi in tutta Europa, comincia una lenta e quasi obbligatoria rielaborazione del pensiero collettivo sul mondo, del pensiero politico, economico, ecologico. Siamo costretti a pensare dagli eventi negativi, che direttamente o indirettamente ci coinvolgono ma ci sono state anche positive reazioni di risveglio, per esempio il volontariato, il terzo settore, l'economia etica, l'abbandono delle ideologie settarie in molti settori dell'opinione pubblica, la modernizzazione dei sistemi di lavoro della amministrazione pubblica. Una parte delle persone del ceto medio colto è diventato più pratico, sostiene come può attività solidaristiche, comunitarie, senza aspettare la politica che nel frattempo è diventata un unico blocco di potere e attraversa un profonda crisi trasversale, della sua visione e della sua morale, ormai dagli anni settanta e forse per qualche decennio ancora.
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