Improvvisare nel jazz

Improvvisare nel jazz richiede tecnica strumentale e appropriazione di un linguaggio, per esempio, parlo il be bop, parlo l'hard bop, parlo il modale, il blues, etc. Che poi significa seguire delle regole specifiche in ambito armonico e melodico sul proprio strumento. Ma quello che fa più la differenza, da un certo punto in poi di livello tecnico, tra un improvvisatore e un altro, anche se è presente anche nelle fasi di apprendimento musicale, è il fattore umano, cioè la personalità generale e costante del musicista, oltre al mood sentimentale specifico con cui suona in quel momento. È un musicista estroverso, riflessivo, naturale, sincero, spettacolare, freddo, sentimentale, ripetitivo, innovativo, romantico, artificioso, dolce, aspro, arrabbiato, triste, allegro, saggio, impulsivo, etc. Se come ascoltatore riesci a percepire la personalità del musicista e il suo mood del momento, oltre a riconoscere che linguaggio jazzistico specifico sta utilizzando e magari anche il suo modo specifico di usare quel linguaggio jazzistico... allora sei un ascoltatore professionista e anche una persona molto curiosa e sensibile umanamente. E soprattutto vuol dire che ti piace il jazz e hai lavorato per capirlo di più. 

Canzone consigliata: Enzo Avitabile - Tu sì tu.

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