Post

'O Gezz

Il jazz nasce in america a inizio novecento come una miscela di musiche europee e musiche afroamericane, dal blues, dalla musica per pianoforte come il ragtime, dalle musiche popolari come gli spiritual, i work song degli schiavi, il gospel, la musica per bande europee. Ancora oggi c'è chi mischia le carte continuando a improvvisare per trovare nuove soluzioni, come è successo sempre, decennio dopo decennio, fino a oggi. Per ascoltare nuove tendenze si può ascoltare Robert Glasper, per esempio! È ancora jazz? dobbiamo trovargli un altro nome? Qualcuno lo ha chiamato jazz rock, fusion, jazz progressive, fusion, io lo chiamerei "newcezz" o "newcenz" "nuova innocenza", "schizzegezz"... va bene... l'importante è il sentimento... e l'improvvisazione, l'importante è l'apertura e le influenze... pigliate 'na pastiglia 'e pop oppure di cantautorato oppure di classica, mischia, mischia e improvvisa insieme agli altri... (Satira...

Crescita economica e sviluppo demografico

Immagine
La crescita economica ha una componente fondamentale nella crescita demografica, è una variabile che spiega buona parte della crescita del PIL di ogni nazione, in tutte le epoche.  Nel futuro, ma già nel presente di molti paesi, a crescita demografica molto ridotta, bisognerà collettivamente capire quale può essere la ricchezza aggiuntiva prodotta da maggiori consumi, insieme ai consumi dei pochi nati aggiuntivi, e quale può essere la ricchezza aggiuntiva prodotta da riciclo di materie prime. Mi sa che bisognerà optare maggiormente per materie prime riciclate, visto l'inquinamento e il consumo di risorse naturali avanzato.  Voglio dire che se togliamo la parte di crescita del PIL dovuto al grande sviluppo demografico dei decenni scorsi, nella crescita del PIL resta solo la parte di consumi aggiuntivi che abbiamo sviluppato in quegli anni e svilupperemo per i prossimi anni.  A parte i poveri che potrebbero e dovrebbero consumare di più, tutta la parte benestante di popolaz...

La partita del futuro

La partita del futuro, delle economie nazionali, internazionali e globali si gioca sulle capacità di rinnovamento, sulle qualità umane e razionali della borghesia. Chi può fare economia sostenibile, circolare, inclusiva, scambio equo e solidale tra nazioni è la borghesia, la borghesia del settore pubblico, attraverso progetti di cooperazione e scambio culturale e quella del settore privato, dell'economia post fordista, della piccola e media impresa capace di dinamismo e evoluzione. Forse, in alcuni casi, anche la piccola borghesia commerciale e artigianale comincia ad avere margini di libertà per creare relazioni di scambio migliori e più eque tra territori e nazioni. Personalmente, credo molto nel contributo socio economico di un welfare state articolato e moderno, in ogni paese, ma anche questa è una questione di borghesie moderne e di loro caratteristiche nazionali e locali.

L'economia reale

Ci sono modi diversi di guardare alla forza economica di una nazione/area. Le narrazioni attuali parlano ad esempio della Cina come potenza, ma su quali indicatori si basa questa valutazione di forza? sul Pil nazionale, per esempio, oppure sul bilancio pubblico statale forse? Ma siamo sicuri che questa sia vera forza economica? E in che senso? Insomma, l'analisi sarebbe più complessa, soprattutto in vista di una economia basata sulle energie rinnovabili, sull'economia circolare o sostenibile e sulla necessaria flessibilità produttiva e possibilità di consumi interni (pil procapite, numerosità e qualità della piccola e media impresa, etc.). Personalmente, credo che l'economia più robusta e pronta al futuro sia quella dell'Europa dei dodici (o comunque dell'Europa della manifattura e dei servizi di grande qualità, storica e innovativa) e che l'establishment Usa per ora ci veda come un pericoloso concorrente, soprattutto in alleanza economica con la debole economia...

Pensare come l'establishment

Pensare come l'establishment americano o l'establishment europeo o qualsiasi altro establishment non è un buon affare, in questa fase storica mondiale. Non siamo nella fase di nascita degli stati nazionali, oppure in quella di nascita della comunità europea del dopoguerra oppure nella fase di nascita dell'indipendenza dell'America dall'Inghilterra. Però, un po' bisogna farlo, per prevedere i prossimi danni, soprattutto da parte dei grandi colossi economici mondiali, tra cui la Russia non mi sembra concorrere, nonostante il suo establishment imperiale.

Gli impermeabili

Certo, essere aggiornati su tutto è impossibile ma almeno essere permeabili ai progressi, alle novità, ai miglioramenti, cercare di essere curiosi. E poi ci sono gli impermeabili, ai progressi storiografici, a quelli di costume sociale, alle nuove forme dell'esercizio del potere democratico basate su programmazione, evidenze, tavoli di concertazione. Ci sono gli impermeabili alla storia della musica, gli impermeabili alla storia della tv e del giornalismo, gli impermeabili alla psicanalisi, gli impermeabili a tanti progressi del 900, gli impermeabili a tanti crimini del 900, etc. Solo chi si lascia un po' contaminare può rimanere se stesso, gli impermeabili prima o poi incontrano una crisi personale, purtroppo. O no?

Questo avevi di bello

Questo aveva di bello il ceto più popolare di una volta, la libertà nella voce, nei comportamenti, nel corpo, nell'espressività, quasi fuori da ogni regola organizzativa. Questo aveva di bello la borghesia di una volta, la voglia di cambiare, di evolvere, di acculturarsi, di sperimentare le mode di costume, di organizzare, intraprendere e industriarsi. Questo aveva di bello l'aristocrazia borghese di una volta, l'eccentricità, l'alta cultura, l'eccellenza, la pigrizia, il distacco e l'unicità. Adesso, povero me, devo provare a salvarmi da solo, perché molto e andato perso in ogni ceto, in nuovi e vecchi conformismi repressivi della vitalità. E allora guardo, osservo e cerco di prendere il meglio, il bello dal passato, per guardare al futuro. (Satira sociologica negativa)